Il valore della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate

Foto cortesia Stato Maggiore Difesa

Il 4 novembre, la giornata dell’unità nazionale e delle Forze Armate è l’unica festa nazionale celebrata dall’Italia prima, durante e dopo il fascismo. Istituita nel 1919 fu ricordata fino al 1976. Dopo una riforma del calendario per aumentare i giorni lavorativi, si cominciò a festeggiare la giornata dell’unità nazionale e delle Forze Armate nella prima domenica di novembre.

II 4 novembre è l’anniversario del cosiddetto “armistizio di Villa Giusti” del 1918, che coincide con la fine della Prima guerra mondiale. Fu firmato a Padova il 3 novembre 1918, dall’ Italia e dall’Impero austro-ungarico. L’Italia era alleata con la Triplice Intesa formata da Francia, Russia e Regno Unito. Le trattative per l’armistizio erano cominciate il 29 ottobre, durante la battaglia di Vittorio Veneto, l’ultimo scontro armato tra l’Italia e l’Impero austro-ungarico. Il comandante delle Forze Armate italiane, il generale Armando Diaz, comunicò con un bollettino la fine della Guerra e la vittoria: “La guerra contro l’Austria-Ungheria che l’Esercito Italiano, inferiore per numero e per mezzi, iniziò il 24 maggio 1915 e con fede incrollabile e tenace valore condusse ininterrotta ed asprissima per 41 mesi, è vinta. I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo, risalgono in disordine e senza speranza le valli che avevano disceso con orgogliosa sicurezza”. L’armistizio non fu un successo per l’Italia. Gli accordi iniziali prevedevano per l’Italia l’annessione di Trentino, Tirolo meridionale, Venezia Giulia, l’intera penisola istriana (esclusa Fiume), una parte della Dalmazia, alcune isole dell’Adriatico, le città albanesi di Valona e Saseno e il bacino carbonifero di Adalia in Turchia, oltre alla conferma della sovranità su Libia e Dodecaneso; le nazioni della Triplice Intesa però decisero di non concedere all’Italia tutti i territori promessi. Gabriele D’Annunzio parlò infatti di “vittoria mutilata”. Il 4 novembre terminava la Prima Guerra Mondiale. Per onorare i sacrifici dei soldati caduti a difesa della Patria il 4 novembre 1921 ebbe luogo la tumulazione del “Milite Ignoto”, nel Sacello dell’Altare della Patria a Roma. Con il Regio decreto n.1354 del 23 ottobre 1922, il 4 Novembre fu dichiarato Festa nazionale.

È la città di Napoli ad ospitare le celebrazioni conclusive dedicate al 4 novembre 2019. Dopo Trieste, il Giorno dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate sarà celebrato con una manifestazione che si terrà sul Lungomare Francesco Caracciolo. Tante le iniziative organizzate per commemorare il Giorno dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate: “Caserme Aperte” e “Caserme in Piazza”, esibizioni di Bande e Fanfare di Esercito, Marina, Aeronautica, Carabinieri e Guardia di Finanza. Lo Stato Maggiore della Difesa presenta il calendario “#20venti” delle Forze Armate, presso il Circolo Ufficiali della Marina Militare, Via Cesario Console della città partenopea. Il 20 ottobre del 1999, con la legge 380/99, il nostro Paese, con una svolta storica per la Difesa, si è allineato ad altre Nazioni della NATO aprendo le porte delle Forze Armate e della Guardia di Finanza all’arruolamento femminile con i primi militari donne reclutate, di fatto, l’anno successivo. Dopo venti anni, sono oltre 16 mila le donne impiegate nelle Forze Armate che operano in ogni settore e in grado di aspirare ad ogni tipo di carriera, con un modello di reclutamento che può essere considerato tra i più avanzati perché ammette le donne a tutti i ruoli e a tutte le categorie senza preclusioni di formazione, di incarichi e di impiego. Il personale femminile consegue livelli professionali comparabili a quelli dei colleghi uomini in tutte le tre dimensioni, come piloti di mezzi aerei, equipaggi di carri armati, a bordo di unità navali e nel controllo del territorio.

Oltre al capoluogo campano, 35 sono le città italiane coinvolte nelle manifestazioni dedicate ad una ricorrenza particolarmente significativa per il nostro Paese, l’Armistizio di Villa Giusti, consentì agli italiani di rientrare nei territori di Trento e Trieste, e di portare a compimento il processo di unificazione nazionale iniziato in epoca risorgimentale. In tutti i comuni capoluoghi di provincia, e in quelli nei quali si registra una significativa presenza di reparti delle Forze Armate, si svolgerà la cerimonia dell’alzabandiera. Temi centrali delle conferenze tenute da personale militare nelle scuole, sono le circostanze storiche e le fasi salienti della Grande Guerra, e le attuali missioni svolte dalle Forze Armate in patria e all’estero per far conoscere più da vicino ai giovani il mondo della Difesa. Alle scuole, inoltre, sarà consegnato simbolicamente il Tricolore, vessillo di libertà, simbolo di un popolo che trova la sua identità nei principi di fratellanza, di uguaglianza e di giustizia.

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