Ineleggibili del CNF / Lo scontro è sulla carta e i Venti scrivono a Travaglio

Un titolo – e articolo al seguito – di dubbio gusto, in qualsiasi modo la si pensi su Travaglio, Mascherin e gli altri. E infatti arriva pronta la reazione. Ma procediamo con ordine.

Il quotidiano Il Riformista, diretto da Piero Sansonetti – già direttore de Il Dubbio -, ha pubblicato a firma redazione un articolo che a sua volta ne riprendeva un altro su Il Fatto Quotidiano, diretto da Travaglio, il cui titolo suonava così:

“Tutti ineleggibili”. I giudici decapitano i legali del “Dubbio”

Nell’articolo de Il Fatto non si faceva mistero dell’impopolarità dell’iniziativa editoriale de Il Dubbio, mai digerita dalla base della popolazione forense, da cui sostanzialmente è foraggiato per tramite del Consiglio Nazionale Forense. E c’è da dire che i numeri de Il Dubbio non sono mai stati entusiasmanti, ma tant’è.

Non si fa attendere la risposta del quotidiano diretto da Sansonetti, che come abbiamo ricordato è stato fondatore del Dubbio e quindi comprensibilmente affezionato alla sua creatura di carta e ai giornalisti di quella che è stata la sua redazione. Eppure la reazione è stata decisamente scomposta se addirittura già dal titolo c’è un accostamento improbabile:

 

Travaglio vuole chiudere Il Dubbio, come facevano Pol Pot e Mussolini

E poi giù il testo:

“I giudici decapitano i legali del Dubbio”. Questo è il titolo che campeggiava l’altro giorno sul Fatto, occupando una pagina intera. Chi sono i legali del Dubbio? Non esistono. Il titolo si riferiva a una sentenza del tribunale di Roma, la quale in via cautelativa sospende dall’incarico 9 componenti del Consiglio Nazionale Forense (il massimo organo di rappresentanza dell’avvocatura italiana) e tra loro il Presidente. Il motivo di questa sentenza – peraltro abbastanza discutibile – è una norma che vieta la rielezione al Consiglio dopo due mandati. La questione è: i due mandati si contano da prima o da dopo la proclamazione della legge professionale? Cioè, il divieto di triplo mandato è retroattivo?

L’espressione “sentenza abbastanza discutibile” giustamente non è passata inosservata ai venti avvocati che hanno fatto sì che i vertici del Consiglio nazionale forense fossero diciamo così, congelati. Ed ecco il testo della loro lettera scritta a Travaglio che, come noto, è il più temibile e influente interprete della cultura cosiddetta giustizialista. Una lettera che forse sarebbe stato meglio scrivere a Sansonetti sotto forma di cahier de doléances, se non altro per quel brutto accostamento del titolo ma ognuno ha le sue ragioni e noi volentieri le ascoltiamo tutte.

Gentile Direttore

Siamo i 20 avvocati (ma tra noi ci sono anche i presidenti di importanti associazioni forensi) che hanno cagionato il “terremoto” di cui parla l’articolo di Ilaria Proietti: “Tutti ineleggibili” I giudici decapitano i legali del “Dubbio””.
Un articolo attento, documentato, che suggerisce di seguire “il denaro”, il potere e le sue deformazioni per capire le cause di certe derive.
Viene fatto però un errore di fondo.
In una causa civile, come è quella che abbiamo promosso, il Giudice terzo interviene su impulso di parte, e cioè di quegli Avvocati che da ogni parte d’Italia, con storie professionali diverse, facendosi portavoce di una sensibilità sempre più vasta, si sono rivolti alla Giustizia per far valere le ragioni della legalità, dell’onore, del decoro, che contraddistinguono da sempre la funzione ineliminabile e sacra di cui gli Avvocati sono i custodi.
Invitiamo, quindi, anche il Fatto Quotidiano a liberarsi da quell’atteggiamento mentale che fa puntualmente evidenziare i vizi dei vertici, ma li estende, irragionevolmente, a tutta l’Avvocatura, come se ci si fosse innamorati di una visione, che, in fondo, può far comodo.
La precisazione ci sembra doverosa non per sterile voglia di protagonismo, ma per dare testimonianza a quell’Avvocatura che ha dimostrato di saper tutelare il proprio prestigio, con i mezzi che l’ordinamento pone a disposizione, pretendendo il rispetto delle regole anche dai propri rappresentanti e riattivando, al contempo, partecipazione e fiducia.

Cordialmente.

Maria Casiello, Massimiliano Cesali, Elisabetta Rampelli, Michelina Grillo, Paolo Rosa, Romano Zipolini, Giovanni Battista Cugurra, Gianluca Liut, Maurizio Condipodero, Cristina Cassigoli, Antonella Matricardi, Giovanni Savigni, Alberto Cocco-Ortu, Rita Dedola, Emilio Greco, Angelo Lattarulo, Filippo Lerario, Giovanni Tartaglia, Rosaria Elefante, Giuseppe Fera

 

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