Perchè gli avvocati francesi buttano la toga davanti al ministro?

 

Quello che sta accadendo in questi giorni in Francia (una vera e propria rivolta sociale di tantissime categorie contro la riforma previdenziale del governo Macron) vede tra i suoi protagonisti assoluti, in tutte le sue articolazioni, l’avvocatura francese. In prima fila c’è il CNB (equivalente francese del nostro CNF) e il suo coraggioso presidente (una signora), poi gli ordini a partire da quello di Parigi, le associazioni forensi e tantissimi singoli avvocati. I video che “Avvocati” (unica testata italiana) ha rimandato sui propri canali testimoniano non solo la determinazione ed il coraggio dei nostri colleghi transalpini ma anche qualcos’altro che forse dovremmo prendere ad esempio: l’astuzia.
Quando la politica non può e non vuole ascoltare più le istanze di una categoria professionale  questa categoria professionale deve inventarsi qualcos’altro di diverso dal semplice sciopero; e così è stato in Francia. Il gesto di buttare la toga in massa davanti al Ministro della Giustizia francese (anch’esso una signora) sarà stato così brutale, poco elegante e per taluni anche offensivo ma ha sicuramente attirato per il suo forte simbolismo l’attenzione dei media (tutti) francesi e quindi dei cittadini sulla battaglia degli avvocati, facendola uscire così dai ristretti ambiti della mera pretesa sindacale. Anche se non so se vinceranno i colleghi francesi saranno riusciti a mio parere a far passare il loro messaggio mediatico e quindi politico: se si attaccano gli avvocati si attaccano i diritti dei cittadini e muore la giustizia. Le regole della democrazia poi decideranno chi la spunterà: Macron o gli avvocati assieme a tutte le altre categorie che contrastano la riforma previdenziale.

E da noi in Italia? Siamo alla prese con un’altra riforma quella della prescrizione in cui l’avvocatura italiana evidenzia purtroppo tutto il proprio deficit comunicativo-mediatico. L’ammirevole battaglia di UCPI (astensioni, maratona oratoria, articoli di stampa ed interviste del suo vertice), le pregevoli iniziative social di OCF (oltre alle giornate di astensione proclamate per tutta la categoria), la raccolta di 6500 firme da parte di un comitato spontaneo di avvocati sostenuto da Movimento Forense e dalla nostra testata, i comunicati delle associazioni forensi più importanti, alcuni dibattiti pubblici (pochi davvero) sul tema non solo non sono bastati a scongiurare l’entrata in vigore della riforma della prescrizione Bonafede (su cui forse ci si sarebbe dovuti muovere un po’ prima) ma non sono neanche riusciti ad arrivare alla massa dei cittadini. Quello che avrebbe dovuto essere lo strumento di informazione più forte ed autorevole (visto anche il suo budget) della categoria forense italiana, IL DUBBIO, è letto (nelle sue versioni cartacea ed on line) da pochissimi “addetti ai lavori” (per usare autoironicamente la terminologia tanto cara al nostro Ministro della Giustizia) che commentano sui social gli articoli e gli editoriali del Presidente del CNF. Nel frattempo però ogni post del Ministro Bonafede ha centinaia di migliaia di letture, commenti, likes, condivisioni; per non parlare de IL FATTO QUOTIDIANO (sostenitore della riforma Bonafede) che, solo nell’ultima settimana, in cui il tema della prescrizione è stato assolutamente dominante, ha avuto dati di lettura 1000 (dico mille) volte superiori a quelli del quotidiano del CNF. Anche in Italia come in Francia per le pensioni, questa questione sarà decisa secondo le regole della democrazia o secondo alcuni con un mero compromesso politico, quello che è certo però è che, soprattutto dopo il caso Sica/TG2POST, gli avvocati italiani (migliaia) cominciano sempre di più a fare paragoni.

AVVOCATI - TESTATA REGISTRATA PRESSO IL TRIBUNALE DI TARANTO N. 1/2016
EXTRA MEDIA s.r.l.s. Sede Legale: Taranto - Via Plinio 87, 74121 | extramediasrls@pec.it | Codice fiscale e n. iscr. Registro Imprese: 0319862073 | Privacy

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi