Giustizia, scoperture organico: l’OCF allerta Ministra e Parlamento

Pubblichiamo il testo integrale della delibera a firma dell’Organismo Congressuale Forense, riunito in assemblea nella seduta del 19 febbraio 2022 (in foto)

L’Organismo Congressuale Forense
– Preso atto delle svariate grida di allarme provenienti da diversi presidi giudiziari italiani, con cui si lamentano le inaccettabili scoperture esistenti nelle piante organiche, sia dei magistrati che del personale di cancelleria;
– Che le anzidette scoperture, quanto ai magistrati, sono spesso dovute alla altissima percentuale di turn over tra giudici che genera ciclici periodi di vacanza nella gestione dei ruoli, nel lasso di tempo necessario alla sostituzione del magistrato trasferito in altra sede con il nuovo magistrato insediante;
– Che le lunghe soluzioni di continuità che vengono a prodursi, dilatano significativamente la durata dei giudizi pendenti ben oltre i limiti della ragionevole durata, impedendo la solerte evasione delle domande di giustizia dei cittadini;
– Che queste criticità si registrano prevalentemente nelle sedi giudiziarie già dichiarate disagiate o a copertura necessaria dal CSM, nei cui presidi le piante organiche appaiono peraltro già sproporzionate in difetto, rispetto a quello che è l’effettivo sovraccarico giurisdizionale della sede giudiziaria di cui si tratta;
– Che appare pertanto ineludibile mettere in atto ogni strumento giuridico in grado di garantire il prolungamento della permanenza nella sede giudiziaria di provenienza sino al momento in cui avverrà il contestuale avvicendamento con il nuovo magistrato insediante, così evitando e/o comunque riducendo lunghi periodi di stasi nella gestione dei ruoli;
– Che quanto al personale amministrativo appare invece necessario mettere in atto ogni ulteriore strumento giuridico che preveda anche deroghe all’istituto dell’interpello e/o del distacco, favorendo la possibilità di mobilità verso presidi giudiziari con scoperture d’organico prossime o superiori alla soglia del 40 %, anche nei casi in cui l’istante non abbia
maturato l’anzianità quinquennale (art. 35 dlgs 165/2001), e ciò al fine di garantire il buon funzionamento della P.A. (art. 97 Cost.) in tutto il territorio nazionale, riducendo le asimmetrie spesso esistenti tra le diverse realtà giudiziarie italiane;
– Che quanto premesso appare indispensabile anche al fine di rendere effettivi e realizzabili i principi approvati nel manifesto generale dell’avvocatura italiana (art. 1) oltre che il sedicesimo obiettivo dell’agenda ONU 2030;
CIÒ CONSIDERATO E PREMESSO
invita la Sig.ra Ministra della Giustizia ed il Parlamento, ciascuno per quanto di rispettiva competenza, a volere favorire l’approvazione di ogni proposta emendativa al disegno di legge AC 2681 ritenuta utile alla risoluzione delle criticità evidenziate nel presente deliberato.

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