Il Comitato Nazionale Cancellieri Esperti 2024 ha proclamato lo stato di agitazione permanente, chiamando alla mobilitazione tutti i propri iscritti. Alla base della protesta vi è la ferma opposizione alla bozza del nuovo Ordinamento professionale del personale non dirigenziale dell’Amministrazione giudiziaria, diffusa dal Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria (DOG) lo scorso 26 giugno.
Nonostante le rassicurazioni del Ministero, che in risposta a quasi 700 diffide presentate dall’avvocato Emanuele Di Monte (Studio Giuridico Economico) aveva promesso il giusto riconoscimento del percorso professionale dei cancellieri, il testo preliminare del nuovo C.C.I. è giudicato “un intollerabile danno” alla categoria.
Funzioni depotenziate e profilo “appiattito”
La bozza ridisegna le attribuzioni del Cancelliere Esperto, sottraendogli molte delle attuali competenze e riallocandole sul nuovo profilo di funzionario giudiziario a supporto della giurisdizione – servizi giuridici. Un’operazione che, secondo il Comitato, non solo impoverisce la figura, ma la appiattisce verso l’Area Assistenti (ex II), ignorando la sua specificità e il livello di professionalità richiesto.
Oggi i Cancellieri Esperti rappresentano l’assistenza qualificata al magistrato: preparano e organizzano i fascicoli, partecipano alle udienze, redigono bozze di provvedimenti e svolgono attività di raccordo con gli altri operatori del sistema giustizia. Compiti che, evidenzia il Comitato, presuppongono conoscenze giuridiche avanzate, spesso garantite da laurea in giurisprudenza – titolo richiesto già al concorso del 2020.
Il nodo dell’Area Terza e il primo ricorso in tribunale
La protesta si concentra sulla richiesta di ricollocazione del profilo in Area Terza, ritenuta la cornice naturale per una figura che condivide quasi integralmente le mansioni dei funzionari. A rafforzare la battaglia sindacale, il 25 agosto è stato depositato il primo ricorso davanti all’Autorità giudiziaria: un’azione volta a contestare la permanenza del Cancelliere Esperto nell’Area Assistenti e a chiederne la riclassificazione.
Si tratta del primo passo di una vertenza nazionale che promette di moltiplicarsi, con decine di ricorsi già predisposti.
La memoria del D.M. 2017 e le funzioni sottratte
Il Comitato richiama anche il D.M. Giustizia del 9 novembre 2017, che affidava al Cancelliere Esperto – con due anni di anzianità – attività qualificate di collaborazione al magistrato nell’Ufficio per il processo e nei servizi analoghi. Tali funzioni di coordinamento, oggi cancellate dalla bozza, vengono definite “sottrazioni illegittime” e un ulteriore segnale di svilimento.
Secondo la presidente del Comitato, dott.ssa Sabrina D’Avanzo, il nuovo testo ignora la centralità di una figura che rappresenta un necessario raccordo tra magistrati, avvocati e personale amministrativo: «La preparazione delle udienze, la responsabilità organizzativa e il supporto alla giurisdizione non possono essere declassati. È il momento di far sentire la nostra voce».
Mobilitazione nazionale
La proclamazione dello stato di agitazione segna l’avvio di una mobilitazione a livello nazionale. I Cancellieri Esperti chiedono al Ministero della Giustizia un confronto immediato e costruttivo, per correggere la bozza e salvaguardare funzioni e identità professionale.



