L’Unione Nazionale delle Camere Civili (UNCC), rappresentata dal Segretario Avv. Rosaria Filloramo (in foto), è intervenuta in Commissione Giustizia della Camera dei Deputati nell’ambito delle audizioni sul decreto-legge n. 117 dell’8 agosto 2025, recante misure urgenti in materia di giustizia.
Pur comprendendo la necessità di rispettare gli obiettivi del PNRR e di ridurre i tempi dei processi, l’UNCC ha espresso forti perplessità. “Il rischio – ha sottolineato Filloramo – è che la rapidità diventi preminente rispetto alla qualità della giustizia, che deve restare un caposaldo irrinunciabile”.
Al centro delle critiche, innanzitutto, la scelta dello strumento normativo: il decreto legge, adottato anche in assenza dei requisiti di urgenza, precluderebbe un confronto preventivo con l’Avvocatura e rischierebbe di introdurre misure con effetti di lungo periodo, incidendo sulla struttura del sistema giudiziario.
Fra i punti più problematici evidenziati dall’UNCC figurano: l’applicazione di magistrati del Massimario civile in deroga ai requisiti di professionalità e anzianità, con compressione delle prerogative del CSM; incentivi economici e punteggi aggiuntivi per i magistrati che accettano trasferimenti e applicazioni a distanza, con possibili disparità rispetto ai colleghi che operano nelle sedi ordinarie; l’obbligatorietà delle udienze da remoto, ritenuta inadeguata specie nei casi in cui il confronto diretto tra le parti favorisce soluzioni conciliative.
“Preoccupa – ha aggiunto Filloramo – la possibilità che queste misure, nate come straordinarie e temporanee, finiscano per consolidarsi, obbligando l’Avvocatura ad adeguarsi senza un consenso reale”.
L’UNCC ha ribadito la necessità di puntare su investimenti strutturali per rafforzare gli organici, individuando nella cronica carenza di personale la vera causa della paralisi del sistema. “La giustizia conciliativa è un valore – ha concluso Filloramo – ma deve essere una scelta libera del cittadino e non l’unica via obbligata perché il contenzioso è diventato impraticabile”.



