Riforma processo civile, UNCC: l’intimazione di pagamento accelera i tempi della giustizia

Roma, 16 ottobre 2025 — L’Unione Nazionale delle Camere Civili (UNCC) esprime piena soddisfazione per la conclusione dei lavori in Commissione Giustizia del Senato sul disegno di legge n. 978, recante «Modifiche al codice di procedura civile in materia di procedimento sommario per l’effettiva realizzazione del credito», che si appresta ora a essere discusso in Aula.

Come già sottolineato nelle Osservazioni depositate in sede di audizione, l’UNCC valuta positivamente l’introduzione dell’istituto dell’intimazione di pagamento emessa dal difensore del creditore. Si tratta — afferma l’associazione — di uno strumento innovativo che, se correttamente applicato, potrà contribuire in modo significativo alla deflazione del contenzioso e alla razionalizzazione delle risorse giudiziarie, oggi gravate da pratiche monitorie meramente cartolari.

Secondo l’UNCC, il provvedimento rappresenta un passo avanti verso una giustizia più moderna e responsabile, che valorizza il ruolo dell’avvocato come soggetto tecnico e garante di legalità. L’istituto, infatti, non compromette il diritto di difesa del debitore, che potrà sempre proporre opposizione dinanzi al giudice di pace.

Il testo approvato in Commissione ha recepito diverse proposte avanzate dall’UNCC, tra cui:

  • l’introduzione di un modello tipizzato dell’atto, per garantire chiarezza e tutela dei destinatari;

  • l’obbligo di indicare il giudice di pace territorialmente competente;

  • il richiamo espresso alla responsabilità professionale e deontologica dell’avvocato intimante.

Oltre al profilo tecnico, la riforma assume un valore simbolico e culturale, riaffermando il ruolo dell’avvocato come garante della legalità e presidio dei diritti dei cittadini — istanza che l’Avvocatura continua a sostenere anche in vista del riconoscimento costituzionale della figura del legale.

L’UNCC invita tuttavia a vigilare su possibili fraintendimenti da parte dei cittadini meno informati, che potrebbero percepire la lettera dell’avvocato come un provvedimento esecutivo. Tale rischio, precisa l’Unione, è tuttavia mitigato dai doveri informativi dell’avvocato e dal modello chiaro e trasparente dell’atto, che esplicita il diritto di opposizione e l’assenza di immediata esecutorietà.

Respinte, dunque, le interpretazioni “superficiali e fuorvianti” che descrivono il provvedimento come un “via libera ai pignoramenti senza giudice”: il controllo giurisdizionale, sottolinea l’UNCC, non viene eliminato ma semplicemente differito, in linea con i modelli europei di procedura civile.

“Questa riforma – dichiara il Presidente dell’UNCC, Avv. Alberto Del Noce – non indebolisce le garanzie dei cittadini, ma rafforza l’efficienza e la credibilità del sistema giudiziario. È un passo nella giusta direzione, che valorizza la funzione dell’avvocato e libera la giurisdizione da un carico burocratico insostenibile, restituendole il suo ruolo naturale: decidere le controversie e non certificare crediti evidenti.”

L’UNCC continuerà a seguire con attenzione l’iter parlamentare del disegno di legge, offrendo la propria collaborazione tecnica affinché il testo definitivo mantenga un equilibrio tra celerità, garanzia e responsabilità professionale, nel pieno rispetto dei principi costituzionali e della tutela dei cittadini.

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