Udienze in presenza: l’UNCC plaude al DDL Stefani-Zanettin

L’Unione Nazionale delle Camere Civili (UNCC) accoglie con favore l’avvio, il 7 ottobre 2025, presso la Commissione Giustizia del Senato, della discussione del Disegno di legge n. 1502, presentato dalla senatrice Erika Stefani e con relatore il senatore Pierantonio Zanettin.
Il provvedimento, intervenendo sugli articoli 127-ter e 128 del codice di procedura civile, mira a ripristinare l’udienza in presenza come regola naturale del processo civile, restituendo alla trattazione scritta il suo ruolo originario di strumento residuale e consensuale.

Secondo la proposta, infatti, la sostituzione dell’udienza con lo scambio di note scritte potrà avvenire solo su richiesta congiunta di tutte le parti costituite, superando così la prassi – diffusasi negli ultimi anni – di una trattazione automatica e burocratizzata.

“Accogliamo con convinta soddisfazione questo disegno di legge – commenta il Presidente Avv. Alberto Del Noce – perché rappresenta una scelta di modernità, non di nostalgia. Restituire centralità all’aula significa riportare la giustizia civile alla sua dimensione più autentica: quella dell’ascolto, del confronto e della responsabilità professionale.”


Oralità e immediatezza tornano centrali

L’UNCC evidenzia come il testo del DDL mantenga tutti i presìdi di garanzia introdotti negli ultimi anni, ma introduca un cambiamento sostanziale: l’udienza cartolare non potrà più essere disposta contro il dissenso di una parte, bensì solo quando tutti i soggetti processuali ritengano che l’adempimento sia meramente ordinatorio o che la modalità scritta sia più efficiente senza pregiudicare il confronto orale.

“Con questa impostazione – prosegue Del Noce – si ricompone un equilibrio che in alcuni uffici si era smarrito: l’eccezione era diventata regola, le aule si erano svuotate, il processo si era burocratizzato.
Oggi si torna a un principio chiaro: l’oralità come fondamento della qualità della decisione e del rispetto verso i cittadini.”


Un beneficio per i cittadini e per l’avvocatura

Per i cittadini, la riforma significa un processo più trasparente e comprensibile, nel quale l’udienza non è un mero rito formale, ma il momento di incontro e ascolto tra giudice, difese e parti.
Nelle materie più delicate – come diritto di famiglia e procedimenti cautelari – la possibilità di un confronto diretto assume un valore decisivo per la tutela effettiva delle persone.

Per l’avvocatura, la centralità dell’udienza rappresenta anche un luogo di formazione e crescita deontologica: i giovani professionisti imparano a gestire il tempo processuale, a confrontarsi con i magistrati e a sviluppare capacità argomentative.
Riaffermare il valore della presenza significa dunque valorizzare la professionalità forense e rafforzare la fiducia sociale nella giustizia civile.


Collaborazione istituzionale e monitoraggio applicativo

L’UNCC esprime apprezzamento per l’iniziativa parlamentare e offre sin d’ora la propria collaborazione per monitorare l’impatto applicativo del provvedimento, raccogliendo buone prassi e criticità al fine di contribuire ad eventuali interventi migliorativi.

“Siamo pronti a fare la nostra parte – conclude Del Noce – insieme ai Consigli dell’Ordine, alla magistratura e al Ministero della Giustizia, per una giurisdizione più chiara nelle regole, più responsabile nei tempi e più vicina ai cittadini.
Restituire centralità all’udienza significa riaffermare che la giustizia è incontro, ascolto e decisione motivata. È un passo nella direzione giusta, che l’UNCC sostiene con convinzione.”

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