DDL Zanettin, Del Noce: “Estendere la tutela ai notai è un errore concettuale e normativo”
Il Disegno di Legge n. 745, presentato nel 2023 dal senatore Pierantonio Zanettin, introduce un principio di grande rilievo per l’avvocatura: l’esclusione della colpa lieve e della mera interpretazione normativa dalla responsabilità civile del difensore. Una proposta accolta con favore dall’Unione Nazionale delle Camere Civili (UNCC), che in sede di audizione parlamentare ne ha sottolineato il valore.
“Questa riforma – spiega Alberto Del Noce, presidente dell’UNCC – rappresenta un equilibrio necessario tra la tutela dei cittadini e l’indipendenza dell’avvocato, oggi minacciata dal moltiplicarsi delle azioni di responsabilità per colpa lieve, spesso legate a semplici divergenze interpretative o a cambi di orientamento giurisprudenziale”.
Dopo un ampio ciclo di audizioni, i lavori in Commissione Giustizia si sono conclusi a maggio 2025 e il 18 settembre scorso il DDL avrebbe dovuto approdare in Consiglio dei Ministri. L’esame è però slittato a seguito di un emendamento che propone di estendere la nuova disciplina anche ai notai.
Una scelta che l’UNCC giudica “profondamente inopportuna”. La ragione è netta: avvocati e notai rispondono a funzioni di natura e rango costituzionale differenti. L’avvocato trova legittimazione nell’articolo 24 della Costituzione, che sancisce il diritto inviolabile di difesa. L’attenuazione della responsabilità a dolo o colpa grave è quindi funzionale a garantire la libertà e l’indipendenza del difensore.
Il notaio, invece, opera come pubblico ufficiale e trae fondamento dall’articolo 97 della Costituzione, ispirato ai principi di buon andamento e imparzialità della pubblica amministrazione. La sua responsabilità non riguarda il singolo cliente, ma l’intera collettività: ogni omissione incide direttamente sulla certezza dei traffici giuridici e sulla fiducia dei terzi, imponendo quindi un regime che includa anche la colpa lieve.
“La differenza – osserva Del Noce – è evidente anche sul piano del rapporto con il cliente: l’avvocato assume un’obbligazione di mezzi, il notaio un’attività certificativa e di garanzia. Assimilare i due regimi significa confondere piani costituzionali incomparabili”.
Per l’UNCC, l’inserimento dei notai nel DDL Zanettin rappresenta dunque un errore concettuale e normativo. La riforma deve essere approvata nella sua formulazione originaria, preservando la specificità della professione forense e il principio di indipendenza del difensore, mentre la funzione notarile deve continuare a garantire la certezza degli atti giuridici attraverso regole di responsabilità più stringenti.



