Rosaria Filloramo (UNCC): “La giustizia non può essere fatta per censo. La Manovra 2026 rischia di penalizzare chi difende i più deboli”

Il segretario dell’Unione Nazionale Camere Civili critica la bozza della Legge di Bilancio: “Subordinare i pagamenti dei compensi professionali alla verifica contributiva è un’ingiustizia. Lo Stato non può pretendere dai legali ciò che esso stesso non garantisce.”

Avvocato Filloramo, l’UNCC aveva già espresso forti perplessità sulla bozza della Manovra 2026. Cosa aggiunge oggi al vostro giudizio?
Le perplessità già espresse dall’Unione si arricchiscono purtroppo di ulteriori considerazioni. La giustizia, oggi, sembra sempre più una giustizia “per censo”. Sempre più frequentemente i nostri assistiti si trovano costretti a ricorrere al patrocinio a spese dello Stato, e cresce il numero di parti processuali che richiedono la nomina di un avvocato la cui assistenza, legittimata dalle condizioni reddituali, viene poi addebitata al bilancio pubblico. Questo accade in modo particolare nei procedimenti familiari e nei casi che coinvolgono i minori.

Il punto più controverso è la norma che collega il pagamento dei compensi alla verifica contributiva. Perché la ritiene iniqua?
Non è una questione di voler gravare ulteriormente sulle casse dello Stato — che sappiamo già in difficoltà — ma di giustizia sostanziale. È fortemente iniquo subordinare il pagamento dei compensi professionali alla presentazione della documentazione sulla regolarità contributiva. Parliamo di professionisti che hanno lavorato per conto dello Stato, spesso per anni, nell’ambito del patrocinio a spese dello Stato, senza percepire compensi per lunghissimo tempo.
E parliamo di uno Stato che, nonostante gli obblighi di legge, non riesce a stanziare fondi sufficienti per coprire le liquidazioni dovute agli avvocati. Pretendere ora da loro ulteriori adempimenti burocratici significa non solo ignorare questa realtà, ma punire chi ha svolto il proprio dovere con serietà e abnegazione.

Quali sono le conseguenze concrete per gli avvocati che operano nel patrocinio a spese dello Stato?
Molti colleghi iscritti nelle apposite liste degli abilitati rinunciano a emettere fattura, pur avendone pieno diritto, perché sanno già che i fondi non saranno sufficienti. In molti distretti i tempi di pagamento sono lunghissimi, anche superiori a un anno.
A questo si aggiunge la beffa: chi, dopo mesi o anni di attesa, emette fattura rischia ora di vedersi congelato il pagamento per presunte “inadempienze” contributive da accertare. È un meccanismo che scoraggia, umilia e svilisce una categoria che continua a garantire il diritto alla difesa per i cittadini più fragili.

“La giustizia non può essere fatta per censo. E chi la difende non deve essere penalizzato dallo Stato.”

C’è dunque anche una questione etica e sociale dietro la vostra denuncia.
Assolutamente sì. Gli avvocati che operano nel patrocinio a spese dello Stato svolgono una funzione sociale essenziale: garantiscono che la giustizia resti accessibile a tutti, non solo a chi può permettersela.
L’assenza di un sostegno concreto da parte dello Stato nei confronti di questi professionisti — che continuano ad esercitare con impegno e speranza — non deve trasformarsi in una trappola. È inaccettabile che, anche in presenza di crediti maturati e legittimi, il pagamento possa essere sospeso o negato a causa di nuove barriere burocratiche.

Qual è il messaggio al Governo e al Parlamento?
Chiediamo un intervento correttivo. Lo Stato deve riconoscere il ruolo sociale dell’avvocatura e rispettare i professionisti che ne sono parte. Non si può predicare efficienza e legalità e poi disattendere i diritti di chi contribuisce ogni giorno al funzionamento della giustizia.
Se vogliamo davvero un sistema equo, dobbiamo smettere di considerare l’avvocato un fornitore da controllare e iniziare a riconoscerlo come un presidio di legalità e libertà.

No Comments Yet

Comments are closed

AVVOCATI - TESTATA REGISTRATA PRESSO IL TRIBUNALE DI TARANTO N. 1/2016
EXTRA MEDIA s.r.l.s. Sede Legale: Taranto - Via Plinio 87, 74121 | extramediasrls@pec.it | Codice fiscale e n. iscr. Registro Imprese: 0319862073 | Privacy

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi